What happened in saigon in 1975

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what happened in saigon in 1975

Saigon 1975: Three Days and Three Months by Tiziano Terzani

17° PARALLELO
È quello che si potrebbe definire un istant book: Saigon fu liberata a fine aprile 1975, Terzani era lì e vi rimase tre mesi, poi tornò in Italia e sistemò il tutto tra agosto e ottobre, il libro fu pubblicato a marzo 1976.
E infatti, la revisione bozze lascia un po’ a desiderare.

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Foto di Nick Ut (1968): attacco col napalm. La bambina, Phan Thi Kim Phuc, rimase in coma per sei mesi. Adesso è farmacista e ambasciatrice di pace per l’Unesco.

La guerra del Vietnam, almeno la parte con gli USA coinvolti, fu la prima guerra spettacolo come molte di queste immagini testimoniano, resa intramontabile dal celebre e magnifico film di Coppola, Apocalypse Now (a proposito del quale Alberto Arbasino nel suo commento disse che dopo due ore anche lo spettatore più pacifista aveva capito che la guerra è uno show da sballo).

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Foto di Edward Adam (1968): il generale di brigata dell’esercito della Repubblica del Vietnam (Sud) Nguyen Ngoc Loan giustizia un vietcong, Nguyen Van Lem.

Due settimane prima i khmer rossi avevano preso Phnom Penh e in quel caso difficile parlare di liberazione, le cose andarono ben altrimenti.
La ritirata americana, con largo uso di elicotteri, è passata alla storia (grazie anche al cinema: mi viene subito in mente la scena da The Deer Hunter) per la quantità di gente che cerca di salire a bordo, si arrampica su scalette, si spintona, lotta per una chance di fuga.

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Foto di Horst Faas (1966): durante l’offensiva vietcong a Bao Tai.

I francesi se ne andarono da Hanoi nel 1954 con l’onore delle armi – gli americani undici anni dopo scapparono, ma senza alcun onore.
Gli americani volevano fermare un movimento rivoluzionario, ma l’avevano alimentato. Erano venuti per mettere ordine e lasciavano il caos. Erano venuti per proteggere un popolo che dissero aggredito e se ne andarono proteggendo esclusivamente se stessi dai loro stessi “amici”. Dieci anni di tragedie per nulla.

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Foto di Philips Griffiths (1967): a Quang Ngai, un villaggio a poche miglia da My Lai, un soldato osserva una donna durante unoperazione di routine del genere cerca e distruggi. Dopo aver ucciso gli uomini, i militari hanno radunato le donne e in seguito distrutto tutti i rifugi dove la popolazione aveva trovato riparo.

Terzani non si limita a partecipare alle conferenze stampa, girare per strada, registrare, fare qualche domanda: va al cinema, a teatro, a concerto, partecipa a riunioni, assemblee, lezioni, segue lo sviluppo, il processo della ‘rieducazione’ (hoc tap in vietnamita), attraversa il caos di quei primi mesi.
Non pretendo affatto di essere obiettivo. Io stesso ho i miei pregiudizi, principi, simpatie ed emozioni che certo hanno influenzato la scelta delle stesse cose che vedevo e registravo. Da che parte batte il suo cuore lo capisco bene, è quella giusta.
Ogni episodio, ogni frase, ogni nome che ho riportato è stato controllato al limite del possibile in una situazione che era di per sé difficile e spesso caotica. D’inventare, di ricorrere alla fantasia anche per un solo dettaglio non c’era ragione: in una storia come questa, niente è più fantastico della realtà.

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Foto di Larry Burrows: un momento dell’operazione Pegaso, offensiva delle forze americane nellaprile 1968, con lo scopo di sbloccare la guarnigione dei Marines assediata da alcune settimane nellisolata base militare di Khe Sanh e riguadagnare liniziativa delle operazioni nellarea del Vietnam del Sud al confine con il Laos.

Appunti sparsi:
nel 1945 a scuola un vietnamita doveva imparare la storia di “nos ancêtres les Gaulois”;
in ogni famiglia vietnamita i figli vengono chiamati e tra loro si chiamano non per nome proprio, ma per numero di nascita, tenendo conto che il numero uno non viene assegnato;
il giorno dopo la liberazione festeggiarono tutti insieme il 1° maggio, spontaneamente, senza ordini, senza programmi ufficiali;
già la mattina del 2 maggio i negozi avevano tirato su le saracinesche, i commessi buttato acqua e spazzato i marciapiedi davanti a ogni ingresso, i forni avevano rifatto il pane e i ragazzi con le ceste delle biciclette piene di baguette andavano a distribuirlo;
una squadra di giovani bo-doi, i soldati del Nord, con spazzoloni e sapone si mise a pulire il cortile dell’ambasciata americana e a rastrellare il giardino;

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Foto di Art Greenspon (1968): un gruppo di soldati americani feriti, nella mentre accolgono l’arrivo di un elicottero dei soccorsi.

nell’aeroporto di Saigon, che durante la guerra era stato uno dei più grandi e movimentati del mondo, superato un edificio fatto esplodere dagli ultimi marines americani prima di partire, tra elicotteri con le pale stroncate, un centinaio di carcasse di C-130 e caccia F5, e aerei vari distrutti dall’artiglieria vietcong, si sentivano volare le mosche – e in questo immenso cimitero di cemento, alcuni bo-doi imparavano a guidare biciclette e motorini (Honda);
nelle carceri sudvietnamite, al fianco di scrupolosi istruttori consiglieri alleati made in USA, furono imprigionate duecentomila persone, in larga parte, se non totalità, vittime di tortura;
le esecuzioni pubbliche con sentenza ad alzata di mano fianco a fianco al primo vero processo di riconciliazione e concordia nazionale della storia (vent’anni prima del Sudafrica e del Rwanda);
a parte Ho Chi Minh e Dien Bien Phu, la difficoltà non dico di memorizzare, ma anche solo riconoscere i nomi vietnamiti, tutti di tre corte parole che alla mia ignoranza suonano sempre simili;
nonostante i problemi economici, nonostante la situazione alla fine di una guerra fratricida durata trenta anni, alla liberazione di Saigon seguì l’apertura di cinema e teatri, mostre, biblioteche, concerti;

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Foto di Horst Faas, tedesco, combat photographer per Associated Press, due Pulitzer, per le sue foto in Vietnam e in Bangladesh. Coppola a qualcuno si è ispirato…

il caffè con ex proprietari francesi, poi cinesi, che era l’ombelico di una certa Saigon, il punto d’incontro abituale di deputati, giornalisti, spie, corrispondenti stranieri, agenti della CIA, puttane e avvocati, quintessenza dell’Indocina coloniale, dove viene da pensare Graham Greene abbia scritto il suo The Quiet American. E dove un pomeriggio al tavolo accanto a quello del nostro narratore, c’era una bella donna, che dopo tre gin&tonic, parlava da sola ad alta voce, rivolta all’amante che era scappato abbandonandola, rifiutandosi di pagarle la fuga: Mi hai abbandonata perché ho ventitre anni e sono vecchia e brutta…sarebbero bastati cinque milioni di piastre soltanto, e sarei partita anch’io. Per avere quei soldi sono andata a letto con i giapponesi, nove. Tu potevi farmi partire, ma hai preferito tua moglie… Scena straziante che sembra racchiudere la fine di un’epoca;
lungo la strada che da Saigon porta al delta del Mekong neppure un posto di blocco, neanche un gruppo di soldati, nel paese che da poco aveva superato una divisione e chiuso una guerra durati trent’anni;
gli strettissimi rapporti familiari tra vietnamiti, che i calabresi in confronto sembrano senza famiglia…

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Foto di Marc Riboud: 21 ottobre 1967, Jan Rose Kasmir duranteb la marcia contro la guerra in Vietnam davanti al Pentagono. Appare chiaro il salto visivo delle fotografie che documentano questa guerra, fortemente influenzate dallarte cinematografica. O viceversa?

…sentimenti che non riuscivo a conciliare: una grande ammirazione e una sottile paura… Con le mie budella non potevo sfuggire dal trovare tutto questo al tempo stesso straordinario e inquietante.

Questa non è la storia di alcune persone. È la storia di tutto un popolo.

description Memorabilia: la bandiera Vietcong.
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Size: 41283 Kb
Published 27.09.2019

RR7522A VIETNAM SAIGON THE COMMUNISTS TAKEOVER

Almost everything you thought about the famed Fall of Saigon photo isn’t true

By Reed Tucker. April 23, pm Updated April 24, am. The communists continued to push south, capturing territory and sending thousands of refugees fleeing for safety. After Da Nang fell, World Airlines, a government contractor tasked with flying troops and equipment in and out of the country, attempted that March to evacuate people from the city, leading to a chaotic scene as panicked Vietnamese tried to push their way on. The plane, under heavy fire, managed to get airborne, but stowaways and those clinging to the side plummeted to their deaths, leaving corpses littering the runway.

South Vietnam Supported By:. American intervention Post- Paris Peace Accords — The event marked the end of the Vietnam War and the start of a transition period to the formal reunification of Vietnam into the Socialist Republic of Vietnam. The capture of the city was preceded by Operation Frequent Wind , the evacuation of almost all the American civilian and military personnel in Saigon, along with tens of thousands of South Vietnamese civilians who had been associated with the southern regime.

On April 29th, the United States knew that their token presence in the city would quickly become unwelcome, and the remaining Americans were evacuated by helicopter or fixed-wing aircraft. The surrender of Saigon was announced by the South Vietnamese president, General Duong Van Minh: "We are here to hand over to you the power in order to avoid bloodshed. Later in the day President Minh announced: "I declare the Saigon government [of South Vietnam] is completely dissolved at all levels. America withdraws from Vietnam. He commanded units full of young men placed in an alien environment, with no clear front in the conflict. Life in the jungle became a horrific experience for U. Illegal drugs filtered their way into the daily routine of many servicemen, quickly corrupting any morale that had once been present.

He appealed to all Saigon troops to lay down their arms and was taken by the North Vietnamese soldiers to an undisclosed destination. The agreement created a cease-fire between North and South Vietnam, but it did not end the conflict. Fighting resumed by the end of as the Viet Cong, which still had an estimated , men positioned in South Vietnam, renewed offensives.
losing a patient nursing quotes

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After the introduction of Vietnamisation by President Richard Nixon, US forces in South Vietnam had been constantly reduced leaving the military of South Vietnam to defend their country against the North. Saigon had already experienced direct military action in when as part of the Tet Offensive North Vietnamese forces had appeared in Saigon and for a short time had entered the US Embassy. By , what remained of the South Vietnamese Army was not capable of withstanding the advance of the North and it was an inevitability that Saigon would fall to communist forces. Because Saigon was so far to the south, it had effectively escaped major action and damage. Attacks on US targets did occur but usually this was the result of individual attack as an all-out offensive was to all intents out of the question. As the forces of the North got nearer to Saigon, what remained of the South Vietnamese Army started to disintegrate. General Duong Van Minh who was instructed to find a peaceful solution to the war replaced him.

4 thoughts on “Saigon 1975: Three Days and Three Months by Tiziano Terzani

  1. The Fall of Saigon, also known as the Liberation of Saigon, was the capture of Saigon, the capital of South Vietnam, by the People's Army of Vietnam (PAVN) and the Viet Cong on 30 April .. Later that afternoon, Minh went on the radio for the final time and announced, "I declare [that] the Saigon government is .

  2. Just over 40 years ago, on April 23, , President Gerald Ford announced the Vietnam War was "finished as far as America is concerned.

  3. On April 30, , Communist North Vietnamese and Viet Cong forces captured the Learn more about what happened in history on April 30».

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